Dreams racconta l’ascesa così come la si vive realmente: non una linea retta e continua fino al vertice, ma una successione di tappe, di pause, di riprese, ognuna al proprio ritmo. Una scala si eleva, inclinata, quasi instabile, e su ciascuno dei suoi gradini una figura trova il proprio modo di avanzare — una si rilassa, sdraiata, l’altra si aggrappa ancora al terreno, un’altra già sale con sicurezza verso l’alto.
Questa opera parla del percorso verso ciò che si desidera profondamente, e della pazienza che esso richiede. Ogni personaggio rappresenta uno stato diverso di questa ricerca: il dubbio, il riposo necessario, l’impulso rinnovato, il primo passo ancora incerto. Nessuno è in vantaggio o in ritardo rispetto all’altro — ognuno procede semplicemente dove si trova, e proprio questa diversità di posizioni rende l’insieme giusto e profondamente umano.
L’inclinazione dell’escalatoria, mai perfettamente verticale, ricorda che la strada verso un sogno non è mai un percorso garantito né confortevole: richiede un equilibrio costante, una fiducia rinnovata ad ogni scalata. Eppure, ognuno continua, perché ciò che ci aspetta in alto merita questo sforzo sospeso.
Dreams si inserisce nella continuità del mio lavoro sulle dinamiche di gruppo e sulle fasi della vita interiore — un modo per dire che non si realizza mai un sogno da soli, anche quando ci sembra di camminare da soli: altri, prima o dopo noi, percorrono lo stesso percorso, alla loro maniera.
Realizzata in bronzo massivo secondo la tradizionale tecnica della cera perduta, Dreams rivela il colore naturale del bronzo grezzo, reso puro dalla fusione.